
Perché in inverno ci ammaliamo di più? La soluzione per rinforzare le difese
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Gli insetti sono intorno a noi, soprattutto se abitiamo in campagna in cui grazie al minor inquinameno vivino con molta più probabilità.
Di conseguenza, anche la possibilità di essere punti aumenta. Come ti devi comportare se vieni punto? Le riconosci?
Leggi l’articolo e scopri le varie punture!
Gli insetti come le zanzare, i tafani, le zecche o i pappataci sono detti anche ematofagi, poiché ti pungono per nutrirsi del tuo sangue. Le loro punture sono piuttosto frequenti durante l’estate ma quasi mai pericolose: i sintomi più comuni sono reazioni locali come il gonfiore, l’arrossamento e il prurito, che vedrai scomparire normalmente in circa 24 ore o poco di più.
Il prurito causato dalla puntura della zanzara è dovuta sostanza tossica allergizzante che questi insetti iniettano nel tuo organismo.
Api, vespe e calabroni pungono solamente per difendersi o quando vengono provocati. Il problema principale è il veleno che iniettano con la puntura. In caso di reazione non allergica, avvertirai sintomi come prurito e bruciore intenso, oltre a un gonfiore che può continuare ad aumentare nelle 24 ore successive a quando sei stato punto.
Se ne hai la possibilità, rimuovi il pungiglione entro 20 secondi, facendo attenzione a non spezzarlo, per evitare che una parte rimanga infilata nella pelle continuando a rilasciare veleno. Una volta tolto, puoi applicare degli impacchi di ghiaccio per circa 20 minuti per alleviare il dolore e l’infiammazione.
Se invece sviluppi una reazione allergica, potresti avere difficoltà a respirare, sentire dolore al petto o agli addominali e la tua pressione arteriosa potrebbe abbassarsi rapidamente, provocando anche capogiri. Quando avverti anche problemi alla respirazione e gonfiori diffusi, dovrai chiamare un’ambulanza o andare subito al pronto soccorso perché significa che hai una reazione allergica con probabile shock anafilattico.
Ci riferiamo ai casi più gravi e che richiedono un intervento medico immediato, visto che la vita della persona punta potrebbe essere in pericolo.
Inizialmente la puntura di zecca non provoca nessun tipo di sintomo. Ti accorgerai di essere stato attaccato solo se scorgerai la reazione cutanea tipica: una sorta di bersaglio leggermente gonfio, con al centro un puntino rosso o, spesso e volentieri, l’animale stesso. In alcuni casi potresti anche notare un’ecchimosi, ovvero una macchia a metà tra il blu e il rosso, simile a un livido, che indica che il sangue si è infiltrato sotto la pelle.
Devi rimuovere subito la zecca utilizzando una pinzetta estraendo l’insetto dalla pelle facendo un movimento rotatorio e delicato.
Una volta rimossa la zecca disinfetta l’area colpita e tienila sotto controllo per circa un mese. Questi piccoli insetti possono trasmettere patologie piuttosto serie come la malattia di Lyme o la meningoencefalite da zecche.
La puntura di pappataci è molto simile ad una piccola puntura di zanzara. L’attacco è innocuo: soltanto in rari casi i pappataci possono trasmettere la Leishmaniosi, pericolosa anche per i cani.
La puntura di un tafano provoca dolore e fastidio maggiori rispetto a quella di un’ape. Il gonfiore è piuttosto esteso ed evidente e la reazione cutanea comprende anche arrossamento, prurito e un bruciore intenso. Anche se non sei proprio allergico, potresti comunque avvertire sintomi come una sensazione di vertigini e di svenimento. Una visita al pronto soccorso sarebbe quindi sempre consigliata, soprattutto in caso di soggetti più deboli come bambini o anziani.
Come abbiamo visto, in alcuni casi è probabile che si manifesti una reazione allergica che richiederà precisi interventi; per questo è importante difendersi dalle punture e sapere come gestirle.
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