Il fosfatidiletanolo (PEth) rappresenta un gruppo di fosfolipidi anomali presenti nelle membrane cellulari degli eritrociti che si formano esclusivamente in presenza di alcol etilico. La reazione è specifica ed è catalizzata dalla fosfolipasi D che soltanto in presenza di alcol trasforma la fosfatildicolina (il fosfolipide maggiormente presente nella membrana plasmatica) in PEth che quindi risulta costituito da un gruppo polare (fosfoetanolo + glicerolo) e una porzione apolare rappresentata da due acidi grassi. Esistono vari omologhi di PEth, le forme predominanti nel sangue sono PEth 16:0/18:1 (rispettivamente gli acidi grassi palmitico e oleico) e PEth 16:0/18:2 (acido palmitico e acido linoleico), la cui somma rappresenta circa il 60-70% della quantità totale. La forma predominante (PEth 16:0/18:1) è stata selezionata come singolo target analitico.
L’efficienza diagnostica del PEth risulta elevata nella relazione dose/risposta e consente di rilevare anche solo una singola assunzione (o ripetute come nel binge drinking) dopo poche ore o alcuni giorni dalla sospensione. In seguito ad astinenza alcolica, risulta determinabile fino a circa 1 mese dal consumo.
La sensibilità è elevata poiché consente di determinare un consumo regolare di alcol. Le sue concentrazioni, che correlano direttamente con la concentrazione di alcol etilico nel sangue e con il tempo di esposizione, risultano molto alte soprattutto negli alcolisti cronici (circa 50% di falsi negativi in meno rispetto alla CDT).
Non interferiscono età, genere, patologie epatiche e la sua specificità risulta assoluta (circa il 100%) con assenza di risultati falsi positivi.